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La Parola del Riccio

  • Canto del servo pastore

    gennaio 9th, 2024

    In questi giorni, mi trovo ad ascoltare cantautori che avevo un po’ abbandonato, ma che sin da giovanissima hanno contrubuito a formare la mia personalità, che con i loro testi poetici mi hanno insegnto a comunicare con la loro musica prima che con le mie parole.
    Oggi sono rimasta iptonitazzata da una canzone di Faber che avevo dimenticato:


    Dove finisce il rosmarino
    c’è una fontana oscura
    dove cammina il mio destino
    c’è un filo di paura
    quel’è la direzione me lo imparò
    qual’è il mio vero nome
    ancora non lo so.

    Quando la luna perde la lana
    e il passero la strada
    quando ogni Angelo è alla catena
    ed ogni cane abbaia
    prendi la tua tristezza in mano
    e soffiala nel fiume
    vesti di foglie il tuo odore
    e coprilo di piume.

    Sopra ogni cisto da qui al mare
    c’è un po dei miei capelli
    sopra ogni sughera il disegno
    di tutti i miei coltelli
    l’amore delle case
    l’amore bianco vestito
    io non l’ho mai saputo
    e non l’ho mai tradito.

    Mio padre un falco
    mia madre un pagliaio
    stanno sulla collina
    i loro occhi senza fondo
    seguono la mia Luna
    notte notte notte sola
    sola come il mio fuoco
    piega la testa sul mio cuore
    e spegnilo poco a poco.

    Questa canzone ha evocato in me talmente tante immagini, talmente tante emozioni. Non la ricordavo, forse perchè negli anni in cui lo ascoltavo, incessantemente, il Faber, il mio cuore e la mia testa non erano abbastabza maturi per sentire sulla pelle le evocazioni iconiche di questo brano, che è poesia.
    Ho sentito nel naso il profumo del rosmarino, mi sono sentita inebriata ma allo stesso tempo spaventata dalla direzione che gli eventi stanno prendendo. Voglio tornare ad annusare il rosmarino pensando “vorrei conoscere le note del tuo paese, camminare di casa nel tuo giardino, respirare nell’aria sale e maggese, gli aromi della salvia e del rosmarino”. Invece non trovo la direzione. Seguo la Luna: Io non ho mai tradito il mio amore bianco vestito.

  • Il dolore dentro e fuori

    gennaio 9th, 2024

    Mi sto rendendo conto di una cosa. Non avevo mai sofferto davvero per amore. In questi 36 anni non ho mai avuto la sensazione che il cuore scoppiasse per la mancanza di qualcuno. Mi è capitato di perdere il sonno, di perdere l’appetito, di perdere la voglia di fare…Ma era la manifestazione di un disagio. Oggi sento che è diverso. Oggi il dolore lo sento prima dentro, poi sul mio corpo. Mi manchi da morire e non posso fare nulla.
    Immagino i mille modi in cui potresti aprire la mia porta, passo ore intere a scorrere le foto, a leggere messaggi. Ripercorro le parole dette nella memoria. E le lacrime di rigano il viso in modo incontrollato. Piango nel sonno, piango mentre cammino, piango mentre in silenzio addormento i miei figli. Mi sento come una marionetta, non ho controllo di nulla nella mia vita. Subisco gli eventi in modo passivo, e questo mi genera tanta rabbia e tanta frustrazione perchè non ho possibilità di fare nulla. Non mi resta che piangere sperando che un giorno potrò riprendere in mano la mia vita con la chiarezza, con la verità e con la giustizia…e con tutto l’AMORE che ci meritiamo.

  • Cosa ti ho fatto?

    gennaio 7th, 2024

    “Non starò più a cercare parole che non trovo per dirti cose vecchie con il vestito nuovo”
    Questo è quello che vorrei dire al mio, finalmente, ex marito ma che ancora non si decide ad uscire di casa, ogni volta che nei suoi ridondanti discorsi mi chiede: perchè tanta rabbia, perchè tanto odio, cosa ti ho fatto?
    Vorrei dirgli:
    “vedi cara, è difficile spiegare,
    è difficile parlare dei fantasie di una mente.
    Vedi cara, tutto quel che posso dire
    è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
    Vedi cara, certe volte sono in cielo
    come un aquilone al vento che poi a terra ricadrò
    vedi cara, è difficile spiegare
    è difficile capire se non hai capito già.
    vedi cara, certe crisi son soltanto
    segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire
    vedi cara, certi giorni sono un anno
    certe frasi sono un niente che non serve più sentire”

    Ma io non sono Guccini, quindi mi limito a dire:
    TU NON MI RISPETTI. Ed io non voglio un uomo che non mi rispetta. Al di la di tutto quello che ci ha portato a firmare la nostra separazione, io non ti odio, io continuo a volerti bene nonostante tutto. Ma se non mi rispetti, non posso volerti al mio fianco. Nulla può cambiare questa mia presa di consapevolezza. Tutto quello che è successo dopo, tutto quello che potrà succedere, non cambierà questo stato dei fatti. Io non parlo più con te di cosa mi preoccupa, di cosa mi fa stare male, di cosa sento, e di come mi sento. E non lo faccio perchè il tuo tempo è finito. Hai avuto 15 anni per ascoltare, ma non hai mai valuto farlo e quando ci hai provato non ci sei riuscito. Io ho visto il tuo tentativo, ma parlare una lingua che non si conosce con una persona che non conosci piu è impossibile. Quindi, tutte le discussioni, tutti i litigi, tutti i confronti non trovano mai una soluzione. ed io sono così stanca di correre dietro ad una fine condivisa che non voglio più farlo. La fine è arrivata, e che tu la accetti o meno, a questo punto diventa solo un tuo problema. Non ci sono più sensi di colpa che tengano, parole manipolatorie che mi inducono ad abbassare il tono per non farti male, o per non guardarmi con i tuoi occhi.
    COSA MI HAI FATTO?
    Mi hai rubato l’innocenza, mi hai cambiata, hai trasformato la mia spontaneità in calcolo, il mio entusiasmo in analicità, il mio altruismo in mutuo scambio. Hai preso un giardino bellissimo e lo hai reso un deserto nel quale io ho costruito il mio personale deserto di ghiaccio. Fino a che non è arrivato un bellissimo raggio di sole a sciogliere il ghiaccio e tu per il tuo egocentrismo, la tua superiorità, arroganza e presunzione non hai voluto ammettere che qualcuno oltre te potesse apprezzare il mio giardino.
    Poi cosa è successo? è successo che da un giardino fresco, curato, pieno di fiori colorati, un giardino giovane e senza infestanti, nel suo primo stadio evolutivo in cui era facile vivere, controllare, gestire, osservare e supervisionare, con poca manutenzione, ogni attività; ti sei ritrovato, dopo il disgelo, in un giardino nuovo.
    Il disgelo ha fatto emergere un nuovo ecosistema, complesso. Pieno di essenze pioniere e spontanee, non controllabili. Erba alta, ma ricca di biodiversità, piante arbustive spinose ma che danno tanti frutti buonissimi. Le piantine giovani sono diventate alberi adulti, non governabili da terra con un paio di forbicine. Non basta un tosaerba elettrico da 50 euro di Brico per gestire un giardino complesso, ricco di essenze e biodiversità. C’è bisogno di cura costante, c’è bisogno di competenza. occorre conoscere le piante, i loro ciclo biologico, le sinergie tra piante erbacee ed arbustive. Il ruolo ecologico degli insetti che lo abitano. Saper leggere i vantaggi ecologici derivati dalla presenza o l’assenza di determinati essere viventi. Perchè è così. Io mi sento un giardino adulto, disgelato e maturato. Complesso e bellissimo nella sua complessità. Solo chi ne conosce le biodinamiche ne può apprezzare il valore.
    Ecco, cosa mi hai fatto.
    Mi hai congelata, perchè ti era più comodo.
    Oggi sono di nuovo verde e rigogliosa, ma con una struttura che non riuscirai mai a capire, tantomeno a governare. Questo inverno è stato particolarmente rigido, ripartire a primavera sarà molto più difficile ma la primavera arriva sempre, e se c’è da potare di più, lo farò. Concimerò, sostituirò le parti morte e tornerò a vegetare e splendere, a rifiorire.
    E tu non sarai mai in grado di capire la differenza tra un giardino semplicemente verde con le aiuole di fiori da piantare annualmente ed un ecosistema complesso che si mantiene da solo per il quale occorre conoscerne l’omeostasi.

  • Poesia per non ammalarsi

    gennaio 6th, 2024

    “Regole preventive per non ammalarsi” Manuela Toto . Mantenere le distanze dai pensieri tossici dal senso di colpa e dalla vergogna. Non mescolare i …

    Poesia per non ammalarsi
  • Ciao come stai?

    gennaio 5th, 2024

    Ciao, come stai?
    Io fuori: sorriso smagliante, tutto bene grazie!
    Io dentro:
    Sto come sta una lucertola finita tra le lame di un aratro in un campo, viva perchè manca il colpo finale. Ogni giro di zolla speri sia l’ultimo, ma non lo è mai e non puoi chiedere a nessuno di smettere. Nessuno ti sente, nessuno ti ascolta, sei solo una lucertola che era li per caso…. e che vuoi lucertola, la prossima volta ci pensi due volte ad inoltrarti su un campo arso e aperto, resta nella tua tana spinosa che nessuno ti disturba. Ha voluto la libertà? adesso la paghi.
    Sento il cuore esplodere in petto come dopo 10 km di corsa, ma non sto correndo. Sono immobile. E non riesco a pensare, ma solo a rimuginare, non riesco a mangiare, a lavorare, a sorridere, a vivere i miei figli. Seduta 8 ore al giorno a NON ESSERE.
    Ho paura perchè la mia vita non è piu mia. Non ho piu il controllo di nulla, e le mie emozioni sono in balia degli eventi che altre persone fanno e disfanno. Ed io non posso fare nulla. Faccio l’unica cosa che posso fare, perchè non ho alternative. Perchè quando ti AVVERTONO non hai alternative.
    Mi sveglio con le ossa rotte dalle tensioni della notte, dagli incubi che mi tormentano, dall’ansia che non mi fa chiudere occhio, dal dolore per la mancanza.
    Sono tormentata dai dubbi, tirata e rimpallata in balia di chi tutto sa e non dice. I lividi rossi di sangue. Le ferite sono vive e sanguinano.

    Ti prego aratro, gira bene questa volta.

  • Cosa mi ha insegnato il 2023?

    gennaio 5th, 2024

    Questo per me è stato un anno molto impegnativo emotivamente e sentimentalmente. Ho imparato tante cose:
    – Demolire e ricostruire è piu efficiente ed efficace che ristrutturare
    – Gli Angeli non esistono, i lupi invece si
    – l’Amore è una cosa bellissima, inebriante. Cura e Ammala allo stesso tempo, riconoscere la cura dalla malattia (questo è il mio augurio alla me stessa del futuro)
    – La fiducia nel genere umano, l’ho sopravvalutata. Ma l’imposizione che mi sono data per il 2024 e quelli a venire, è che non voglio smettere di fidarmi, perchè la persona che sono e che mi piace essere, è quella che ama il prossimo e che si fida a prescindere. Dovrò solo imparare a dosare quanto di me metto nelle mani altrui, ma non voglio smettere di donare Parte di me stessa agli altri. I lupi esistono, ma non sono tutti lupi. Che poi, i lupi sono animali meravigliosi e non mi piace nemmeno attribuire loro questa declinazione negativa.
    – Le lacrime non sono tutte vere e che anche le maschere più belle nascondono uomini piccoli piccoli
    – Fare l’Amore è importante. Sentire la pelle fondamentale. Che l’Amore lo puoi fare solo con una persona. Che perdere l’unicità decantata fa tanto male.
    – Non mentire MAI, non avere scheletri nell’armadio. Solo così si è davvero LIBERI
    – Avere il controllo sulla propria vita e le proprie scelte è un diritto da non dare per scontato, esistono persone in grado di minarlo. Scappare sempre da quelle persone.
    – Agire sempre secondo la propria coscienza nel rispetto della propria moralità. Non tutti i compromessi sono fattibili, nemmeno in nome di un Amore immenso mai vissuto prima.
    – Il rispetto nel senso più ampio del termine
    – Quanto sia importante la privacy di una persona. Privacy, il must del mio 2023.
    – Aspettare fino a che l’ultima goccia di linfa ti scorre in corpo, perchè ne valeva la pena
    – Che il cielo è uguale per tutti, e quanto può essere grande e bella la LUNA
    – Che l’amore decantato da Shakespeare esiste
    – Che l’amore immenso sembra normale e a chi è fuori non lo puoi raccontare

    E soprattutto, ho imparato che IO VIVO ed ESISTO nella mia individualità.
    Benvenuto 2024

  • Basta cose a metà

    gennaio 4th, 2024

    Si chiama sesto senso, quella sensazione che noi donne abbiamo a volte. Quella sensazione che ci dice anticipatamente come andranno le cose, quella sensazione che ci fa leggere tra le righe. Arriva prima silente, e se la ignori, perchè ti fa paura, ti prende così forte da svegliarti di notte mentre dormi, da farti cadere il latte mentre prepari la colazione, da farti scoppiare in lacrime mentre provi un pantalone nel camerino di un negozio stracolmo di gente. Quella maledetta sensazione che spesso ci fa sentire che dietro a lacrime e belle parole ci sia altro.

    Basta amare i mezzi amanti
    Basta intrattenere i mezzi amici
    Basta vivere mezza vita
    Scelgo il silenzio, mi taccio.
    Ho parlato ed ho finito.
    Non taccio più per dire qualcosa
    e non parlo più per tacere.
    Ho accettato e l’ho espresso chiaramente, senza maschere.
    Ora dico basta, in modo chiaro. Perchè un basta ambiguo è solo un’accettazione debole. Ed io non voglio più essere debole, per nessuno e davanti a nessuno.
    Non accetto mezza soluzione,
    Non credo alle mezze verità
    Non sogno più mezzo sogno
    Non accetto più mezze speranze.
    Non voglio più mezza Luna.

    Metà strada non mi porta da nessuna parte.
    Mezza vita è una vita vissuta a metà. Ed io voglio vivere per intero.

    Ho pensato di aver trovato chi mettesse pace nella mia testa , che avesse fatto cessare la guerra che avevo dentro. Invece mi ritrovo sempre qui, a piangere, a soffrire, a logorarmi.

    Scelgo il silenzio, scelgo di dire basta.
    La pace per la mia guerra non è nelle mani di nessuno. Ho capito finalmente, che solo io posso scrivere il mio Trattato di Pace. Basta futili armistizi, che non fanno altro che inasprire il conflitto successivo, che inevitabilmente arriva, ogni volta da un fronte diverso, a volte anche dal fronte Alleato.

  • Chi nasce tondo non può morire quadrato

    gennaio 4th, 2024

    La mia giornata inizia con una canzone passata in radio. Avevo abbandonato da un pò la radio per tanti motivi. Erano motivi bellissimi ma dolorosi.
    Oggi passa Malinconico a Metà dei Modà. E la mia testa parte nel suo turbinio di pensieri che mi leva il sonno.
    ” Non mi accontento ma mi rendo conto
    che più ti cerco e più tutto si rovinerà”
    …
    “Forse una vita non basterà
    ma forse pensarci troppo mi ucciderà
    porta via quello che vuoi ma non voltarti
    Lasciami vivere da solo tra i ricordi
    libero con il mio sorriso ironico
    che mi accompagnerà e sarò malinconico a metà”

    Il mio cuscino imbevuto di lacrime mi ricorda ogni notte quanto amore sgorga salato dai miei occhi che bruciano come dopo una giornata di tuffi al mare.

    Mai frase poteva essere piu azzeccata di questa: “chi nasce tondo non può morire quadrato”. A me piaceva la perfezione di quella sfera che aveva imparato a rotolare perfetta nel mio cuore, senza sapere che perfetta non era, era piena di ferite sanguinolente, nascoste da uno strato pieno di colori sgargianti. Ma hanno iniziato ad emergere. E tutte le creme, gli unguenti, i palliativi medicanti che dicevi non servirti più, forse in realtà non hanno mai smesso di farti compagnia. Pensavo di essere la cura, e forse lo sono stata, ma tra un ciclo e l’altro non ti bastavo più o non ti sono mai bastata. Hai solo ridotto l’uso delle tue “cremine” che amavi tenere nascoste nel doppiofondo del tuo armadietto, sempre lì, pronte a riempire un buco, a coprire una ferita che emergeva subdolamente, il facile sollievo di un momento appena arrivava il prurito.
    Io voglio essere l’UNICA cura, perche io amo in modo totalizzante e non a cicli trimestrali.

  • Il mio terremoto fuori e dentro

    gennaio 3rd, 2024

    Resistere ha senso solo se esci con qualcosa in mano alla fine. Ma resistere tanto per resistere è un infelice condizione a cui io non voglio mai più aderire.
    Nel rapporto con gli altri bisogna sempre chiedersi se ne valga la pena. Se vale la pena aspettare, comprendere, affidarsi, giustificarsi e giustificare comportamenti, accettare. Bisogna chiedersi fino a che punto sei disposto ad accettare, bisogna chiedersi: sei felice?
    E non c’entra il bene che vuoi all’altro, c’entra solo che a tutto c’è un limite.

    Io ci ho creduto, ci credevo che ne valesse la pena, con ogni fibra di me. Ma quel limite è arrivato come arriva un terremoto mentre dormi. Ed io il terremoto nel sonno l’ho vissuto nel 2016, una bomba che esplode sotto di te mentre pensi di essere al sicuro nel lettone con il tuo bambino di 1 anno abbracciato a te. E ti ritrovi con il terrore che il tetto vi crolli addosso, che la terra si apra sotto di voi. E non puoi fare altro che alzarti, in pigiama, con il bimbo che dorme ancora e non capisce cosa sta succedendo, e corri forte. corri fuori, in salvo. Se sei in tempo.

    E da quel giorno il tempo si scandirà a suon di PRIMA e DOPO il terremoto.

    E per fortuna sono in tempo oggi, come lo sono stata nel 2016. Sono scappata, con le macerie nel cuore

  • Anche il lato debole è utile

    gennaio 2nd, 2024

    Il vaso intero e il vaso rotto appesi al bastone Patrizia D’Annibale . Una anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di …

    Anche il lato debole è utile
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