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La Parola del Riccio

  • Abracadabra

    gennaio 20th, 2024

    Ho letto un tweet che diceva: vi siete mai chiesti cosa significa “Abracadabra”?
    Mi ha incuriosita e ho googlato.
    Leggendo scopro che è una parola occidentalizzata che deriva dall’aramaico “Avrah KaDabra” ovvero “Io creo quello che dico”.

    Mi ha fatto riflettere.
    La mia riflessione subisce purtroppo l’inclinazione del periodo che vivo, quindi anziché vertere su quanto siano importanti le parole nella creazione e nella complessità del pensiero critico, subito la mia testa è andata sulla capacità umana di mentire.
                ”Io creo quello che dico”

    Rientra nella sfera della “normalità” usare una bugia come strategia di difesa, e abbia il coraggio di scagliare la prima pietra chi non lo ha mai fatto. Ma ho avuto la sfortuna/fortuna di incontrare una persona che della menzogna ha fatto uno stile di vita, creando letteralmente nella mia testa e nella mia realtà quello che diceva. Certo, oltre che menzogna, ci sono state malafede, plagio, induzione di senso di colpa, il naturale contorno per vendere una realtà inesistente.

    Mi affascinano e contemporaneamente mi terrorizzano queste tipologie di persone, con menti così brillanti, duttili, poliedriche, veloci di pensiero, fantasiose ma allo stesso tempo prive di empatia, di moralità, di compassione.
    Avere a che fare con loro è tanto meraviglioso, quanto distruttivo. Riescono a portarti sulla Luna con le parole, con i gesti, con gli sguardi….e Abracadabra, senza accorgertene ti ritrovi all’inferno. E non ti spieghi come sia potuto accadere, come hai fatto a non capire prima….ed inizia il loop negativo, il rimuginamento continuo.
    E mentre tu cerchi di uscire dal tuo personale girone dantesco, lui, Abracadabra, crea di nuovo quello che dice. E come un sarto di alta moda, cuce la nuova realtà, su misura della prossima modella.

  • Il mio viraggio

    gennaio 19th, 2024

    Mi leggo e mi compatisco. Io non voglio più farlo.
    Da oggi si vira, non c’è scampo.
    Ho avuto bisogno di questo sfogo per liberare il mio cuore dal dolore, dalla delusione, dalla frustrazione, dal senso di violazione e invasione, dall’orfana mancanza. Adesso basta.
    Amo dare voce qui a quello che ho di più profondo, attraverso le dita che scrivono da sole, e NONOSTANTE TUTTO continuerò a farlo, ma mi imporrò di cambiare taglio. Perché finalmente sento di aver svuotato un comparto. Che sia vuoto non vuol dire che io stia bene in questa condizione ma senza zavorra si cammina meglio. Da oggi, torno a camminare da sola, guardando il cielo senza cercare nulla, ascoltando il mio bosco senza voci di sottofondo, se non la mia.
    Andarmene, sparire e allontanarmi è un atto dovuto a me stessa, ho lottato per poi piombare in un inevitabile silenzio accompagnato da un senso di rassegnazione. Un po’ come quando nevica tutta la notte in burrasca ed uscendo la mattina trovi il cielo limpido e sereno, a terra un palmo di neve bianca, l’aria leggera e pulita. Il primo passo sulla neve, è il tuo. Hai quasi timore di rovinare quel tappeto. Ma lo devi fare per forza ed ascolti quel suono scricchiolante della scarpa sulla neve fresca e pulita.
    Oggi faccio il primo passo ed in silenzio ne ascolto il suono.
    La mia rassegnazione non è debolezza, mi sento guidata da una forza spaventosa che mi ha ricondotto verso la lucidità e la razionalità, perché dove non ci sono orecchie per capire, non devono esserci più parole per spiegare.
    Il mio cuore si è rotto, ma io invece di vendicarmi, sto provando a riparare. Eccolo il mio valore.
    Io non ci voglio più vivere in una gabbia. L’amore non deve essere una gabbia, così come la libertà non deve essere vivere da soli. Aggiusterò il mio cuore e gli insegnerò a pulsare solo per chi mi saprà amare volando insieme a me. L’amore è lasciar essere senza possedere. Ed io ti lascio essere quello che hai deciso, volando il più lontano possibile da te.

  • Canzone di un amore perduto

    gennaio 17th, 2024

    Ricordi sbocciavano le viole
    Con le nostre parole
    Non ci lasceremo mai
    Mai e poi mai
    Vorrei dirti, ora, le stesse cose
    Ma come fan presto, amore
    Ad appassire le rose
    Così per noi

    L’amore che strappa i capelli
    È perduto ormai
    Non resta che qualche svogliata carezza
    E un po’ di tenerezza

    E quando ti troverai in mano
    Quei fiori appassiti
    Al sole d’un aprile
    Ormai lontano, li rimpiangerai

    Ma sarà la prima
    Che incontri per strada
    Che tu coprirai d’oro
    Per un bacio mai dato
    Per un amore nuovo

    E sarà la prima che incontri per strada
    Che tu coprirai d’oro
    Per un bacio mai dato
    Per un amore nuovo

    Caro De Andrè, dimmi come si va avanti. Tu che parli così bene di amore, di amore perduto, di amore sofferto, di amore desiderato, di amore vissuto… dimmi come si va avanti? Come si supera la perdita di un amore senza amore? Come si fa a far capire al cuore che quell’amore che gli manca così tanto, non potrà più averlo? O che forse non lo ha mai avuto davvero? Come si fa a scollarsi da quella sensazione di mancanza folle? Come si fa a smettere di piangere all’improvviso? Come si fa a smettere di vedere ovunque quello che non hai più? Come si fa a smettere di aspettare il nulla? Come si fa a smettere di sentire dolore per qualcosa che nonostante fosse reale, allo stesso tempo non lo era? Dimmelo tu perché io non so come fare a liberarmi da questa fustigazione dell’anima.

  • Grazie e Scusa

    gennaio 16th, 2024

    Non si può spiegare la delusione. La delusione non si spiega. Non c’è rabbia, nè odio, nè rancore, solo tanta disillusione. La delusione è qualcosa di profondo, si è delusi quando si dà tanto ed in cambio si ricevono tante bugie, sotterfugi, tanta ipocrisia. Dico tante e non dico SOLO perché se ci fossero state solo quelle non si arriverebbe mai ad essere delusi. Allora decidi di deporre le armi perché giungi alla conclusione che non hai più voglia di insistere o spiegare, non serve. ti ritiri, si chiude il sipario, si spengono le luci e finisce lo spettacolo.

    Non chiedi il perché delle cose, o meglio vorresti farlo, ma ci sono cose che non hanno un perché. Ti vengono impartite e basta da chi non lo fa per un perché, lo fa tanto per farlo, lo fa perché in realtà, non sa davvero cosa ha fatto.

    Io non chiedo perché, l’unica cosa che mi piacerebbe sentirmi dire è Scusa, perché Scusa e Grazie sono due parole stupende. Ed Io Grazie lo dico a chi mi ha insegnato a riconoscere la differenza tra l’Amore che cura e l’amore che Ammala. Che mi ha insegnato a capire che l’anima gemella esiste ma a volte si trova dentro il corpo sbagliato. Che mi ha fatto vibrare il cuore ad una frequenza così alta che mai avrei immaginato, ma ero talmente ubriaca di amore che non ho capito quanto fosse tutto troppo perfetto per essere vero. Quindi Grazie per avermi fatto Amare così tanto e per avermi insegnato la vita. Comprerò un Ukulele, ed imparerò a vibrare da sola, senza aspettare che qualcuno suoni per me per farmi sorridere. Il mio sorriso non lo metto più in mano a nessuno.

    GRAZIE

  • 9 vite come i gatti

    gennaio 16th, 2024

    Oggi lascio parlare Elisa, con la sua canzone “quando nevica”

    Sei tu quel genio che non ha una logica
    Sei tu che arrivi e cambi la dinamica
    E mi chiedo perché siano sfide per te
    Tu che hai nove vite come un gatto
    E in ogni tua vita c’è una come me

    Ma vola, il tempo vola fino a sera
    E non conta una parola
    Niente vale più di un’ora con te
    Resta la domenica se si sveglia la città
    Quando nevica sono isterica, tu la sai la verità
    Ma poi sorridi angelico
    Quando mentirai, io ti crederò
    E poi te ne andrai come al solito
    Ma il mio cuore te lo porti via tu, mmh

    Sei tu (sei tu) che suoni a orecchio anche la fisarmonica
    Sei tu con la risata contagiosa e unica
    E un divieto cos’è, vale poco per te
    Non hai tempo per starli a sentire
    O per seguire, schiacci l’acceleratore

    Ma vola, il tempo vola fino a sera
    E con te
    Resta la domenica se si sveglia la città
    Quando nevica sono isterica e tu la sai la verità
    Ma poi sorridi angelico
    Quando mentirai, io ti crederò
    E poi te ne andrai come al solito

    Resta la domenica se si sveglia la città
    Quando nevica sono isterica e tu la sai la verità
    Ma poi sorridi angelico
    Quando mentirai, io ti crederò
    E poi te ne andrai come al solito

    Ma il mio cuore te lo porti via tu

    Ma adesso non puoi mentire più. Io non ti crederò perchè la verità è arrivata. Ci è voluto TEMPO, e qui di galantuomo c’è stato davvero solo il TEMPO. Ho sperato fino all’ultimo che la verità fosse la tua. Ci ho voluto credere in nome della MARAVIGGHIA che mi hai fatto vivere e che non potrò mai né rinnegare né tantomeno dimenticare. Io non userò mai nulla di quello che è stato, o mai racconterò nulla di quello che mi è stato confidato. Hai fatto la tua scelta, nel modo più cattivo e subdolo che ci potesse essere, ma l’hai comunque fatta. Ed io la rispetto, e la rispetterò perchè prima di me vengono Loro. E per quanto tu possa definirmi (ingiustamente) narcisista, sfruttatrice o usurpatrice di energia positiva altrui, io ho rispetto. Ma il mio rispetto questa volta è per LORO, per LEI, non per te.
    Il mio dolore lo posso conoscere solo io, e da sola ne verrò fuori, non so come, ma lo farò, come ho sempre fatto. Mi risolleverò. Vi auguro tutta la felicità del mondo. Se ti sentivi intrappolato, violato, indotto a fare scelte che non avresti fatto, non era nella mia intenzione, ed onestamente non penso proprio di averlo fatto. Comunque se cosi fosse, ora sei Libero, come hai detto.
    Non hai avuto rispetto di me, ora abbi rispetto di Lei.

  • La DIstruzione di un amore

    gennaio 16th, 2024

    La DIstruzione di un amore
    Spezza le vene delle mani
    Mescola il sangue col sudore
    Se te ne rimane

    La DIstruzione di un amore
    Non ripaga del dolore
    È come un altare di sabbia
    In riva al mare

    La DIstruzione del mio amore
    LO STO GURADANDO CROLLARE
    Come un grattacielo di cento piani
    O come UNA ROSA SECCATA NEI LIBRI, CHE PERDE I PETALI

    Ed io ci metto l’esperienza
    Come QUADNO SFASCIO L’ albero di Natale
    Come QUANDO GUARDO UAN VETRINA CON QUELLO CHE AVREI VOLUTO REGALARTI
    Un qualcosa che sta lì
    E che fa TANTO male

    E ad ogni piano SFUMATO c’è unA LACRIMA CHE SCENDE SILENZIOSA
    Per ogni inverno da passare
    Ad ogni piano un INFERNO
    Da SUPERARE

    Dietro una porta CHE NON SI APRIRA’ MAI
    Per quando non ci sarà PIU’ POSSIBILITA’ di fare l’amore
    Per quando MI farai portare via
    La NOSTRA sola ED UNICA fotografia

    Ma intanto guardo questo amore
    Che si fa più vicino al cielo
    Come se dietro all’orizzonte
    Ci fosse ancora cielo

    Son io, sono qui
    E mi SCONVOLGE
    Tanto da mordermi le braccia
    Ma no, son proprio io
    Lo specchio ha la mia faccia DISTRUTTA

    Sono io che guardo questo amore
    Che si fa più vicino al cielo
    Come se dopo tanto amore
    Bastasse ancora il cielo

    E tutto ciò mi SCONVOLGE
    Tanto che adesso CHE NON CE L’HO PIU’
    Lo so io IMPLORO
    DI USCIRE VIVA DALLA MACERIE CHE MI SONO CROLLATE ADDOSSO

    E la fortuna di un amore
    Come lo so che può cambiare
    Dopo si dice “l’ho fatto per fare”
    Ma era per non morire

    Si dice “che bello tornare alla vita
    Che mi era sembrata finita
    Che bello tornare a vedere”
    E quel che è peggio è che è tutto vero
    Perché

    La DIstruzione di un amore
    Spezza le vene delle mani
    Mescola il sangue col sudore
    Se te ne rimane

    La DIstruzione di un amore
    Non ripaga del dolore
    È come un altare di sabbia
    In riva al mare, LE ONDE LO SPAZZANO VIA

    Ma intanto guardo questo amore
    Che si fa più vicino al cielo
    Come se dietro all’orizzonte
    Ci fosse ancora cielo

    Son io, sono qui
    E mi SCONVOLGE
    Tanto da mordermi le braccia
    Ma no, son proprio io
    Lo specchio ha la mia faccia SENZA PIU’ SORRISI

    Sono io che guardo questo amore
    Che si fa più vicino al cielo
    Come se dopo tanto amore
    Bastasse ancora il cielo

    E tutto ciò mi SCONVOLGE
    Tanto che adesso CHE NON CE L’HO PIU’
    Lo so io IMPLORO
    DI USCIRE VIVA DALLA MACERIE CHE MI SONO CROLLATE ADDOSSO

    E tutto ciò mi SCONVOLGE
    Tanto che adesso CHE NON CE L’HO PIU’
    Lo so io IMPLORO
    DI USCIRE VIVA DALLA MACERIE CHE MI SONO CROLLATE ADDOSSO
    Sì

  • Guarirò, ovunque sarai

    gennaio 16th, 2024

    “Così fu quell’amore dal mancato finale, così splendido e vero da potervi ingannare”

    “Narciso, parole di burro
    Nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni
    Narciso, sublime apparenza
    Ricoprimi di eleganti premure e sontuosità, ispirami”

    “Era una vita fa
    Nella tua macchina
    Mi sono tolta le spine
    Era una trappola
    Ora mi manchi, ma
    Con una mitragliatrice
    Tu mi baci in bocca e spari
    Io vorrei sparire
    Tu mi baci in bocca e spari”

  • Sei Tu?

    gennaio 16th, 2024

    Sei Tu l’uomo che mi ha fatto provare l’Amore nella forma più bella che io avessi mai provato, sei anche Tu l’uomo che mi ha ferita nel modo più profondo che io potessi immaginare.
    Sei Tu che volevi me, ma sei anche Tu che volevi Lei.
    Sei Tu che dicevi di amarmi come non mai, ma sei anche Tu che non esistevi senza di Lei,
    Sei Tu che che mi dicevi “non mi lasciare da solo” ma sei anche Tu che che mi descrivevi come un tarlo che non ti lasciava tornare da Lei,
    Sei Tu che non riuscivi a vivere senza di me, sei anche Tu che giuravi amore, fedeltà e chiedevi perdono a Lei.
    Sei Tu che mi chiedevi “Aspettami, la strada è una, arrivo presto, io voglio NOI”, sei anche Tu che dicevi a Lei “la sto lasciando andare piano piano per non farle male, io voglio NOI”.
    Sei Tu che mi hai fatto stare male per essere stato 40 gg chiuso in casa in depressione per colpa mia pensando al suicidio, sei anche Tu che non hai fatto un giorno di malattia ad aprile, e minacci di ucciderti se Lei ti lascia.
    Sei Tu che mi hai fatto credere di desiderare solo me, ma sei anche Tu che cerchi Lei, che vuoi fare l’amore con Lei, che hai fatto l’amore con Lei.
    Sei Tu che mi hai promesso la LUNA, ma sei sempre Tu che hai tradito la mia fiducia, prendendo la mia vita privata ed usandola e distorcendola, come merce di scambio per i tuoi interessi.
    Io amo il Te che mi hai fatto conoscere, non ho idea di chi sia il tuo vero Te.
    Ti lascio alla tua vita, a quella che vuoi davvero. Me ne vado per sempre, distrutta dalla sofferenza che mi hai causato, nell’intento, a tua detta, di non farmi soffrire. E me ne vado in punta di piedi, con la testa bassa ed il cuore ferito.
    Lascio il Te onesto, sincero e con la schiena dritta che mi ha fatto innamorare consapevole che quel Te probabilmente non esiste. Io ti hi fatto conoscere me stessa cosi come sono, ed ora la persona che sono ti fa schifo perchè una come me non la vuoi vicino a te. E sorvoliamo sulla descrizione di me.
    Come si può amare ancora cosi tanto qualcuno che non esiste? Ho un amore fortissimo che vaga sfitto alla ricerca del corpo a cui attribuirlo. E quel corpo non esiste. Questo è il mio personale girone dell’inferno, e probabilmente me lo sono meritato.

  • Alla mercè degli eventi ma è ora di reagire

    gennaio 11th, 2024

    Chiudo gli occhi e mi vedo rotolare senza controllo. Cerco di andare dritta nella speranza di fermarmi a valle limitando i danni al minimo. Ma continuano ad arrivare botte a destra e sinistra e sbatto tra gli alberi e tra le rocce con gli occhi chiusi.
    Limitare i danni, mi dico. Non so bene quali siano ma per limitarli chiudo tutto. OCCHI, BOCCA ED ORECCHIE. Proteggo me stessa e gli altri, anche se gli altri non lo sanno, ma lo sto facendo. Il cuore, quello pulsa, tra Amore, dolore e paura, ma pulsa. Sto cercando di aggrapparmi ad un Ramo, per allentare la corsa, per fermare gli eventi o quantomeno rendere il loro scorrere piu lento. Per capire cosa stia succedendo. Non posso farlo da sola, allora chiedo aiuto, lo chiedo a quel Ramo. Questa volta lo faccio senza far passare troppo tempo, le lezioni di vita, servono, ed io ho imparato dalla mia. La paura non deciderà più per me. Le paure che mi sono state instillate mi sono constare tanto dolore ma che paure sono? Reali? Se sì le affronto, sennò le sbugiardo. Nel frattempo, occhi, bocca ed orecchie chiuse, ma cuore sempre aperto. Il tempo è un giudice saggio che non si pronuncia immediatamente ma alla fine da ragione a chi ce l’ha. Spero di avere ancora TEMPO. Le mie labbra sono stanche, ma l’IMPERFETTO non è il mio tempo.

  • Paura al teatro: atto 3

    gennaio 11th, 2024

    Si apre il sipario, siamo al terzo atto.

    Entra in scena un personaggio che subdolamente ha inquinato lo scenario nell’atto due.

    Lui e Lei, due marionette stremate dagli eventi.

    Lei viene catapultata all’inferno DI NUOVO, allontanata da Lui.

    Le minacce e le intimidazioni le condizionano le libere scelte nel rispetto della sua moralità, le condizionano la quotidianità. La paura le toglie il sonno, le chiude lo stomaco. Vive senza vivere.

    È confusa e spaventata, a tratti incerta, ma determinata a venirne fuori e scoprire la verità. Tempo

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