Abracadabra

Ho letto un tweet che diceva: vi siete mai chiesti cosa significa “Abracadabra”?
Mi ha incuriosita e ho googlato.
Leggendo scopro che è una parola occidentalizzata che deriva dall’aramaico “Avrah KaDabra” ovvero “Io creo quello che dico”.

Mi ha fatto riflettere.
La mia riflessione subisce purtroppo l’inclinazione del periodo che vivo, quindi anziché vertere su quanto siano importanti le parole nella creazione e nella complessità del pensiero critico, subito la mia testa è andata sulla capacità umana di mentire.
            ”Io creo quello che dico”

Rientra nella sfera della “normalità” usare una bugia come strategia di difesa, e abbia il coraggio di scagliare la prima pietra chi non lo ha mai fatto. Ma ho avuto la sfortuna/fortuna di incontrare una persona che della menzogna ha fatto uno stile di vita, creando letteralmente nella mia testa e nella mia realtà quello che diceva. Certo, oltre che menzogna, ci sono state malafede, plagio, induzione di senso di colpa, il naturale contorno per vendere una realtà inesistente.

Mi affascinano e contemporaneamente mi terrorizzano queste tipologie di persone, con menti così brillanti, duttili, poliedriche, veloci di pensiero, fantasiose ma allo stesso tempo prive di empatia, di moralità, di compassione.
Avere a che fare con loro è tanto meraviglioso, quanto distruttivo. Riescono a portarti sulla Luna con le parole, con i gesti, con gli sguardi….e Abracadabra, senza accorgertene ti ritrovi all’inferno. E non ti spieghi come sia potuto accadere, come hai fatto a non capire prima….ed inizia il loop negativo, il rimuginamento continuo.
E mentre tu cerchi di uscire dal tuo personale girone dantesco, lui, Abracadabra, crea di nuovo quello che dice. E come un sarto di alta moda, cuce la nuova realtà, su misura della prossima modella.


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