Sei Tu l’uomo che mi ha fatto provare l’Amore nella forma più bella che io avessi mai provato, sei anche Tu l’uomo che mi ha ferita nel modo più profondo che io potessi immaginare.
Sei Tu che volevi me, ma sei anche Tu che volevi Lei.
Sei Tu che dicevi di amarmi come non mai, ma sei anche Tu che non esistevi senza di Lei,
Sei Tu che che mi dicevi “non mi lasciare da solo” ma sei anche Tu che che mi descrivevi come un tarlo che non ti lasciava tornare da Lei,
Sei Tu che non riuscivi a vivere senza di me, sei anche Tu che giuravi amore, fedeltà e chiedevi perdono a Lei.
Sei Tu che mi chiedevi “Aspettami, la strada è una, arrivo presto, io voglio NOI”, sei anche Tu che dicevi a Lei “la sto lasciando andare piano piano per non farle male, io voglio NOI”.
Sei Tu che mi hai fatto stare male per essere stato 40 gg chiuso in casa in depressione per colpa mia pensando al suicidio, sei anche Tu che non hai fatto un giorno di malattia ad aprile, e minacci di ucciderti se Lei ti lascia.
Sei Tu che mi hai fatto credere di desiderare solo me, ma sei anche Tu che cerchi Lei, che vuoi fare l’amore con Lei, che hai fatto l’amore con Lei.
Sei Tu che mi hai promesso la LUNA, ma sei sempre Tu che hai tradito la mia fiducia, prendendo la mia vita privata ed usandola e distorcendola, come merce di scambio per i tuoi interessi.
Io amo il Te che mi hai fatto conoscere, non ho idea di chi sia il tuo vero Te.
Ti lascio alla tua vita, a quella che vuoi davvero. Me ne vado per sempre, distrutta dalla sofferenza che mi hai causato, nell’intento, a tua detta, di non farmi soffrire. E me ne vado in punta di piedi, con la testa bassa ed il cuore ferito.
Lascio il Te onesto, sincero e con la schiena dritta che mi ha fatto innamorare consapevole che quel Te probabilmente non esiste. Io ti hi fatto conoscere me stessa cosi come sono, ed ora la persona che sono ti fa schifo perchè una come me non la vuoi vicino a te. E sorvoliamo sulla descrizione di me.
Come si può amare ancora cosi tanto qualcuno che non esiste? Ho un amore fortissimo che vaga sfitto alla ricerca del corpo a cui attribuirlo. E quel corpo non esiste. Questo è il mio personale girone dell’inferno, e probabilmente me lo sono meritato.


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