Cosa ti ho fatto?

“Non starò più a cercare parole che non trovo per dirti cose vecchie con il vestito nuovo”
Questo è quello che vorrei dire al mio, finalmente, ex marito ma che ancora non si decide ad uscire di casa, ogni volta che nei suoi ridondanti discorsi mi chiede: perchè tanta rabbia, perchè tanto odio, cosa ti ho fatto?
Vorrei dirgli:
“vedi cara, è difficile spiegare,
è difficile parlare dei fantasie di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrò
vedi cara, è difficile spiegare
è difficile capire se non hai capito già.
vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire
vedi cara, certi giorni sono un anno
certe frasi sono un niente che non serve più sentire”

Ma io non sono Guccini, quindi mi limito a dire:
TU NON MI RISPETTI. Ed io non voglio un uomo che non mi rispetta. Al di la di tutto quello che ci ha portato a firmare la nostra separazione, io non ti odio, io continuo a volerti bene nonostante tutto. Ma se non mi rispetti, non posso volerti al mio fianco. Nulla può cambiare questa mia presa di consapevolezza. Tutto quello che è successo dopo, tutto quello che potrà succedere, non cambierà questo stato dei fatti. Io non parlo più con te di cosa mi preoccupa, di cosa mi fa stare male, di cosa sento, e di come mi sento. E non lo faccio perchè il tuo tempo è finito. Hai avuto 15 anni per ascoltare, ma non hai mai valuto farlo e quando ci hai provato non ci sei riuscito. Io ho visto il tuo tentativo, ma parlare una lingua che non si conosce con una persona che non conosci piu è impossibile. Quindi, tutte le discussioni, tutti i litigi, tutti i confronti non trovano mai una soluzione. ed io sono così stanca di correre dietro ad una fine condivisa che non voglio più farlo. La fine è arrivata, e che tu la accetti o meno, a questo punto diventa solo un tuo problema. Non ci sono più sensi di colpa che tengano, parole manipolatorie che mi inducono ad abbassare il tono per non farti male, o per non guardarmi con i tuoi occhi.
COSA MI HAI FATTO?
Mi hai rubato l’innocenza, mi hai cambiata, hai trasformato la mia spontaneità in calcolo, il mio entusiasmo in analicità, il mio altruismo in mutuo scambio. Hai preso un giardino bellissimo e lo hai reso un deserto nel quale io ho costruito il mio personale deserto di ghiaccio. Fino a che non è arrivato un bellissimo raggio di sole a sciogliere il ghiaccio e tu per il tuo egocentrismo, la tua superiorità, arroganza e presunzione non hai voluto ammettere che qualcuno oltre te potesse apprezzare il mio giardino.
Poi cosa è successo? è successo che da un giardino fresco, curato, pieno di fiori colorati, un giardino giovane e senza infestanti, nel suo primo stadio evolutivo in cui era facile vivere, controllare, gestire, osservare e supervisionare, con poca manutenzione, ogni attività; ti sei ritrovato, dopo il disgelo, in un giardino nuovo.
Il disgelo ha fatto emergere un nuovo ecosistema, complesso. Pieno di essenze pioniere e spontanee, non controllabili. Erba alta, ma ricca di biodiversità, piante arbustive spinose ma che danno tanti frutti buonissimi. Le piantine giovani sono diventate alberi adulti, non governabili da terra con un paio di forbicine. Non basta un tosaerba elettrico da 50 euro di Brico per gestire un giardino complesso, ricco di essenze e biodiversità. C’è bisogno di cura costante, c’è bisogno di competenza. occorre conoscere le piante, i loro ciclo biologico, le sinergie tra piante erbacee ed arbustive. Il ruolo ecologico degli insetti che lo abitano. Saper leggere i vantaggi ecologici derivati dalla presenza o l’assenza di determinati essere viventi. Perchè è così. Io mi sento un giardino adulto, disgelato e maturato. Complesso e bellissimo nella sua complessità. Solo chi ne conosce le biodinamiche ne può apprezzare il valore.
Ecco, cosa mi hai fatto.
Mi hai congelata, perchè ti era più comodo.
Oggi sono di nuovo verde e rigogliosa, ma con una struttura che non riuscirai mai a capire, tantomeno a governare. Questo inverno è stato particolarmente rigido, ripartire a primavera sarà molto più difficile ma la primavera arriva sempre, e se c’è da potare di più, lo farò. Concimerò, sostituirò le parti morte e tornerò a vegetare e splendere, a rifiorire.
E tu non sarai mai in grado di capire la differenza tra un giardino semplicemente verde con le aiuole di fiori da piantare annualmente ed un ecosistema complesso che si mantiene da solo per il quale occorre conoscerne l’omeostasi.


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