“Lupu ri mala cuscenza comu opira penza

Scrivo oggi questo articolo, ma oggi non è il giorno in cui verrà pubblicato, ci sono dei tempi che devo attendere prima di poterlo fare.
Ma ho bisogno oggi di scrivere, non posso aspettare.
Ho conosciuto una persona, che mi ripeteva sempre questa frase nel suo dialetto, perdonate se non lo scrivo bene ” lupu ri mala cuscenza comu opira penza”. Il significato è facilmente intuibile: una persona abituata ad agire male, che non da’ ascolto alla sua coscienza, pensa che gli altri ragionino esattamente allo stesso modo. Una persona disonesta, quindi, crede che gli altri agiscano proprio come lui.
Ecco questa persona è stata la mia disgrazia. Non posso dire che mi abbia rovinato la vita, perchè gli artefici del nostro destino siamo solo noi stessi. Ho sempre detto: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. ed io la colpa di tutto la do solo a me stessa. Certo è che quando il destino ti mette davanti un lupo, non sempre è facile riconoscerlo, soprattutto quando le circostanze sono tali da farlo sembrare solo un cucciolotto affettuoso a cui mettere in mano il tuo cuore ferito.
Il mio errore più grande? non aver capito CHI fosse davvero U Lupo ri mala cuscenza. Ho sbagliato e questo ha devastato la mia vita, ma l’errore, quindi la colpa, è solo mio. Tutto il dolore che sto provando è la moneta per pagare il mio errore. Mi assumo tutte le responsabilità delle mie scelte sbagliate. Quello che mi aiuta è che io ho amato davvero, ho fatto tutto per amore, un amore che non pensavo di poter provare, un amore che poi si è rivelato finto, perchè l’uomo che amavo cosi tanto, non è mai esistito. Quello che amavo era il riflesso di me, un costrutto artificiale plasmato su di me. Costruito alla perfezione, tanto da portarmi a pensare: SI, SEI TU, ED ESISTI DAVVERO.
Ed invece no, non esiste nessuno. Posso perdonare tutto: l’umiliazione, lo scherno, i tradimenti, l’essere stata trattata come un giocattolo passatempo, ma non posso perdonare l’avermi trasformata nella mia essenza. Mi ha privato della FIDUCIA verso il prossimo. Mi ha privato di quel lato che tanto amavo del mio carattere. Chiamatelo ingenuità, o come volete, ma io mi sono sempre fidata di tutti, perchè ho sempre pensato che la fiducia la meritino tutti, si fa sempre in tempo a perderla, sia chiaro. Ma amavo darla a prescindere. Ho sempre cercato il bello nelle persone. Ho sempre amato aiutare, senza avere nulla in cambio, ascoltare i problemi delle persone anche solo per poter dire, se hai bisogno ci sono.
In 36 anni, tante volte mi sono trovata a dover riconoscere di aver riposto la mia fiducia in mani sbagliate, ma MAI MAI ho pensato una sola volta di cambiare, ho sempre continuato a donare me stessa a tutti. Amavo questo mio lato umano, mi rendeva la persona che sono.

Questo non te lo posso perdonare. Hai minato la mia fiducia verso il prossimo, hai ferito la mia anima cosi in profondità da creare una falla che ha risucchiato la mia essenza. Sono solo io la causa di questo, avrei dovuto capire subito chi fosse davvero il lupo, avrei dovuto capire che gli ANGELI non esistono. Invece, io e la mia voglia di credere nelle favole, nell’anima gemella, nell’amore maturo, quello vero.
Povera stupida che sono. Adesso piango tutte le lacrime che ho, finiranno. Comincerò a riparare la falla che hai lasciato, senza nessuna remora, solo per il tuo piacere, il tuo bisogno malato di gratificazione, possesso, controllo, per il tuo narcisistico bisogno di sentirti grande quando in realtà sei così piccolo da scomparire. Ecco, adesso scompari piccolo piccolo uomo che hai fatto delle tue lacrime la tua forza, che hai fatto della tua intelligenza un’arma di tortura medievale.
Nonostante tutto questo dolore, non riesco ad augurarti nessun male, non riesco nemmeno ad odiarti, e ti giuro che lo vorrei, sarebbe tutto molto piu facile.
Cosi come sto facendo io, è giusto che anche tu paghi per i tuoi errori, e pagherai con la moneta che hai usato tu, ma non di certo per mano mia. Potrei, ma a differenza tua, non lo farò, non userò quello che siamo stati, le cose che si siamo detti. Io non sono come te. Non sei capace a stare da solo con te stesso, perche in realtà, la persona che sei ti fa così schifo che la devi nascondere dietro le maschere più belle per farti amare da chi ti guarda. Adesso sarai costretto a guardarti allo specchio senza nessuna maschera, e sarai da solo. O forse, qualche povera vittima la troverai sempre, ma di certo hai perso tutto. Chi conta davvero ha capito chi sei dietro le tue belle parole, il tuo romanticismo, le lacrime a comando. Potrà anche accettarlo e subirlo, ma lo sa chi sei. Io non lo accetto. Mi fai pena.


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